Costruita nel 1816 presso la piazza di Ivano con le offerte della popolazione della frazione che era devota della Madonna di Caravaggio, la cappella votiva, servì per varie funzioni religiose.
La piccola chiesetta a pianta ottagonale dedicata alla Beata Vergine di Caravaggio fu costruita verso il 1816 per voto della popolazione contro l’infuriare del colera. Essa ha un unico altare con una pala a olio raffigurante la Madonna di Caravaggio, ascritta dallo scrivente a Carlo Sartorelli di Telve. Il restauro del 1999-2000, ha ampiamente recuperato il dipinto che, contrassegnato da un tono spiccatamente popolare, non manca, pur nella sua ingenua forma di rappresentazione del fatto miracoloso, di una certa carica espressiva e comunicativa. Stilisticamente il dipinto appare molto vicino ai modi del pittore Carlo Sartorelli di Telve; infatti, tale soggetto si ritrova rappresentato, più o meno negli stessi modi, in un dipinto della sacristia di Roncegno, datato 1790, ed entrambe le opere sono ricavate dall’analogo soggetto dipinto da Elena Zambaiti nel 1729 per il santuario di Montagnaga di Pinè. Il confronto visivo e stilistico tra i dipinti di Roncegno e di Ivano sembra confermare la loro appartenenza a un’unica mano. Le due figure del dipinto di Ivano, la Madonna e la pastorella, appaiono addirittura ricalcate su quelle di Roncegno, con piccole varianti nelle pose e nel paesaggio dello sfondo e una minor sicurezza di tratto, dovuta probabilmente all’invecchiamento del pittore che, nel presunto periodo di esecuzione dell’opera, cioè verso il 1816-1817, doveva avere circa sessantasei anni.
In essa era prevista la celebrazione di quattro messe annue mentre il 26 maggio veniva recitato il Rosario con l'intervento del curato. Nell'anno 1909 venne riparato il tetto; durante la prima guerra mondiale il suo interno venne completamente svuotato e l'edificio venne utilizzato come cappella mortuaria.
Alla fine della guerra venne restaurata in modo da potervi nuovamente celebrare la messa, confessare e tenere il Santissimo. In seguito al rimborso dei danni di guerra venne ricostruita nuovamente da una cooperativa di Ivano.