La chiesa di San Donato, che i Samonati chiamano “ciesa vecia” per distinguerla da quella parrocchiale, risale al XII secolo e sorge alle porte del cimitero, ai piedi della conca di Samone.
San Donato venne costruita nel XII secolo e abbellita nel 1500, quando la chiesa subì un parziale ampliamento, si costruì il rosone ligneo e furono realizzati gli affreschi della Santissima Trinità e dei Santi Antonio Abate e Rocco. L'attuale abside fu aggiunto nel 1700, quando l'aumento della popolazione del paese (nel 1717 Samone contava 318 abitanti, ma 11 anni dopo, nel 1728, erano già 405) richiese un ulteriore ampliamento. Nel 1804, in ottemperanza a una legge napoleonica, il cimitero costruito sul sagrato della chiesa venne spostato nella sede attuale. Il tempio, caduto in parziale abbandono dopo il 1923 con l'edificazione, nel centro del paese, della nuova chiesa dedicata a San Giuseppe, fu definitivamente abbandonato qualche anno più tardi e decadde rapidamente diventando persino oggetto di saccheggio. Ulteriormente lesionato dall'alluvione del 1966, risorse dopo il restauro del 1973-1975 per opera soprattutto dell'allora parroco don Daniele Dal Sasso e di volonterosi cittadini. Nel 1988, con il completamento dei restauri ai dipinti interni ed esterni, il lavoro di recupero del monumento poteva dirsi concluso.
L'asimmetrica facciata a capanna, rivolta a occidente, è vivacizzata sul lato destro, da un affresco, purtroppo mutilo, raffigurante un grande San Cristoforo, che dovrebbe risalire al 1522. Le linee sobrie ed eleganti del portale in marmo, sormontato da un timpano arcuato spezzato, concordano con la data della sua realizzazione, avvenuta verso il 1620.
La canna campanaria, relativamente tozza e poco elevata, ha una cella campanaria di reminiscenza romanica, traforata da bifore a tutto sesto con capitelli a stampella. Del campanile colpisce soprattutto la sua insolita cuspide, a quattro ripidi spioventi, aperta sui quattro lati da altrettanti abbaini, che ricorda certe torri campanarie della vecchia Praga.
Internamente la chiesa è a navata unica rettangolare, coperta da un tetto a capriate a vista, realizzato durante l'ultimo restauro. Solo il presbiterio poligonale e il coro presentano la volta originale in muratura, abbellita da stucchi a motivi geometrici o fitomorfi.
Da segnalare il bel Crocifisso ligneo policromato del XVIII secolo, appeso sulla parete absidale, e la statua in pietra tenera di San Donato, ascrivibile alla produzione di Antonio Giuseppe Sartori (1714-1792).
Le testimonianze pittoriche più antiche sono costituite da un frammento di affresco con una Santa acefala, databile alla prima metà del XIV secolo. Ai lati dell'Arco Santo vi sono dei lacerti pittorici di una Madonna Annunciata, sopra alla quale venne dipinta un'Imago Pietatis, a sua volta parzialmente coperto da un altro affresco raffigurante Dio padre benedicente con Gesù crocifisso tra i Santi Antonio abate e Rocco, ascrivibile stilisticamente ad un pittore locale dei primi decenni del Cinquecento.